Impiegati e Alte Professionalità: il loro numero, a fronte di un totale di circa 2.300.000 aderenti, risulta essere a fine 2006 di poco più di 266.000, dunque attorno all'11,5%, laddove la loro quota è in continua crescita e in importanti aree del settore supera anche il 50%. Tra l'altro, negli ultimi anni, tra il 2002 e il 2006, il loro numero è diminuito di circa il 10%. Ciò chiama in causa le politiche organizzative e quelle contrattuali, peraltro strettamente intrecciate. Sul piano organizzativo, la bozza di risoluzione presentata al congresso insiste sulla necessità di un maggiore e più diretto coinvolgimento di questi soggetti, in particolare nell'elaborazione e conduzione delle politiche contrattuali.
La contrattazione: Berthold Huber ha sottolineato l'urgenza di rispecchiare nei nostri contratti le esigenze differenziate dei nostri iscritti e il cambiamento del lavoro.Le condizioni di lavoro e prestazione alla catena di montaggio, da un lato, e nei reparti di ricerca e sviluppo, dall'altro, differiscono in maniera profonda.
Il tempo di lavoro: se è necessario battersi per ulteriori riduzioni per categori particolari (lavoratori anziani o sottoposti a lavori usuranti), per le attività con elevata dose di creatività "dobbiamo pensare a nuove regolazioni del tempo di lavoro". Uno strumento importante per soluzioni differenziate può essere quella delle banche del tempo, in particolare per le professionalità più elevate (è stata affacciata anche un'ipotesi di banca del tempo nell'arco della vita: lavorare di più quando si è giovani e nel pieno delle forze, per riservarsi più tempo libero verso la fine della carriera).
Azienda: "politica del lavoro, tutela della salute, apprendistato e formazione continua, orario di lavoro, retribuzione e prestazione, sono tutte questioni cruciali a livello aziendale".
Inquadramento: un terreno di particolare importanza è la traduzione in pratica, che sta avvenendo progressivamente, dell'accordo del 2003 denominato ERA (acronimo di Entgelt Rahmen Abkommen = accordo quadro sulle retribuzioni). Meglio tardi che mai potremmo dire visto che noi lo abbiamo dal 1973, ma quello in via di applicazione è un sistema assai complesso e darente ai cambiamenti avvenuti nella struttura del lavoro. Esso introduce per la valutazione e la remunerazione delle prestazioni, al posto dei vecchi rigidi criteri, nuovi modelli flessibili, sulla base di analisi piuttosto sofisticate e volte a cogliere la specificità delle prestazioni.

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